POVERO CALCIO MINORE
Salva la squadra facendola rimanere in Eccellenza, porta la Juniores della stessa società alla finale per il titolo italiano, cosa fareste di questo Mister ?
Minimo la riconferma, credo che sarebbe la scelta migliore !
Ma oggi nel 2013 non è così.
Arriva una cordata, capeggiata da un altro presidente che porta il suo Mister, che a sua volta magari porta degli sponsor.
Società di serie B, due anni fa prende un ragazzino da una piccola Società del tarantino, confermato quest’anno. Il presidente di questa piccola Società, telefona al responsabile della Società di serie B, chiedendo se gli spetta qualcosa per il ragazzo.
Risposta, se volete potete venirlo a prendere. Siamo ad Agosto, vista l’insistenza (logica) del “piccolo” presidente, si comincia a parlare di, forse, con l’assenso del Direttore Generale, si possono dare 300, 500 euro, ma forse.
Società di serie D dal passato di un certo livello, sta organizzando il settore giovanile, con proclami bellicosi e programmatici (?), siccome non hanno ragazzi, visto che lo scorso anno non hanno fatto, o meglio hanno fatto solo la Juniores, e come logica vuole ci si rivolge alle società “piccole”, ma come ci si rivolge ?
Mandando i genitori dei ragazzi a chiedere le liberatorie (nulla a pretendere) a fronte di minacce, anche pesanti. Però sta facendo una campagna acquisti di livello, prendendo calciatori non certo con pochi soldi.
Società di promozione, in cerca di under, ma non di under qualsiasi, di un certo livello, però devono accettare di giocare gratis o quasi, qualcuno si è sentito offrire 40 euro al mese come rimborso spese. Ma la stessa società ha nel suo libro paga, calciatori di quasi trent’anni o più con rimborsi che si aggirano attorno ai 1500 – 2000 euro.
E’ di questi giorni, la notizia di una telefonata ad un dirigente di una piccola società, da parte di un genitore, per avere la liberatoria (gratis), pena percosse.
Incongruenze che stanno, hanno ucciso il piccolo calcio, quello che io definisco il calcio dei poveri.
Si spendono milioni di euro, centinaia di migliaia, migliaia, per calciatori di nome, e poi non si vogliono riconoscere i meriti e i sacrifici fatti da chi ha avuto in forza i piccoli calciatori, sotto forma di premi di preparazione.
Già i premi di preparazione, ci sono, ma non ci sono.
Ecco questa è la situazione in cui vivono le società minori, spero che questo non avvenga dappertutto, ma qui purtroppo è così.
Nicola Amandonico