LE PAROLE DIMENTICATE

02.09.2013 17:28

Lo sport come fucina di campioni; lo sport come fonte di guadagni esorbitanti; lo sport che dà visibilità e notorietà.

Quante “doti” ha lo sport !

Ma non ci siamo dimenticati qualcosa ?

Lo sport non dovrebbe essere anche (o soprattutto) una scuola di formazione per uomini.

Si potrebbe dire, ma …..  la famiglia, la scuola ?

Si potrebbe rispondere semplicemente, altre componenti importantissime per questo grandissimo obiettivo.

La SOCIETA’ del futuro, dovrebbe essere formata dai nostri attuali atleti e alunni e figli.

Ma assistiamo ahimè a tutt’altro.

Se cerchiamo di riprendere un bambino su un eventuale comportamento sbagliato, noi istruttori di sport (qualsiasi), insegnanti, educatori in genere, potremmo essere investiti dalle ripercussioni dei genitori, e di conseguenza anche di alcuni dirigenti e presidenti, che pur di non perdere i bambini (per ovvi motivi), assecondano i genitori e i bambini, a scapito del “povero” istruttore/educatore di turno.

Non si può diventare ciechi e anche sordi di fronte ad alcuni comportamenti, non possiamo pensare di dover insegnare solo e solamente la diagonale, o come si effettua un passaggio, oppure come si effettua un canestro con un terzo tempo, oppure come si traduce un testo o come si fa un espressione ………

Credo che il nostro compito sia, anche (ripeto, secondo me, soprattutto), cercare di “educare”, sempre in aiuto ai genitori, agli insegnanti e ad altre figure che fanno parte della vita sociale del bambino/ragazzo.

Non ci si sente bene, quando un bambino, o un ragazzo arriva in struttura, o entra in aula o altro, e non saluta, ma anche quando va via, oppure quando finisce un’annata non si saluta nemmeno (se è per questo non lo fanno neanche i genitori).

Ci aspettiamo tutti, credo, un grazie, altra parola pesante, insieme a riconoscenza, un arrivederci, ma forse sono parole che costano, che nel nostro vocabolario, quello del 2013, forse non ci sono più.

 

Nicola Amandonico