AIUTATECI

26.08.2013 12:36

AIUTATECI

Mi rivolgo alle istituzioni del Calcio, a coloro che sono ai vertici del nostro amato sport.

Il mio è un grido disperato, che fa da eco a coloro che ogni anno con enormi sacrifici, cercano di portare avanti, una società, per far “divertire” i ragazzi, agendo anche nel sociale.

Avete chiesto di far crescere il nostro calcio, di far crescere i giovani e di portarli quanto più in alto possibile.

Noi vorremmo, con tutte le nostre forze, iniziare, ma sarebbe bello dire continuare, un lavoro mirato a far crescere la CULTURA calcio (sport), che è propria di altre nazioni.

Si parla tanto di Cantera, di giovani del Barcellona, dell’Ajax e di altri settori giovanili europei, si parla di iniziare a lavorare per arrivare ad essere come loro (?).

A mio modesto parere, stiamo parlando di una cultura calcistica, ma anche sportiva, lontana milioni di chilometri.

Una cultura che è nel sangue, nella genetica di questi popoli.

Vivo a Taranto, e vi posso parlare con dati di fatto, avendo lavorato nella polvere e nel fango, orgoglioso di averlo fatto, ma stanco di aver visto sempre più allontanarsi il traguardo di fare calcio.

Tanta buona volontà, condita da tanti sacrifici, come dicevo prima, ma purtroppo vanificati ogni anno da annate improvvisate, non programmate, svolte su strutture fatiscenti, ma anche inesistenti, costruite, bellissime e dopo pochi giorni chiuse (Statte), chiuse per altre situazioni (?) vedi Crispiano, due campi al rione Tamburi, scomparsi per sempre, e altre ancora che se sono ancora aperte, lo sono in condizioni disastrate e impossibili da sopportare, come tante squadre contemporaneamente sul campo, due spogliatoi per ventimila squadre.

Non credo che lassù siano al corrente di come si fa calcio qui giù da noi !

Pregherei coloro che vogliono cambiare il calcio, di prendere in considerazione queste situazioni, o cercare di farlo,  pena la MORTE del calcio che non conta, ma che forse dovrebbe contare, visto che potenzialmente potrebbe dare tanto.

Non ultimi l’arrivo alla Juventus di un ragazzino del “99, proveniente da una società, la Nuova Taras, che con sacrifici e disagi vari riesce a sopravvivere con questi risultati, Scuola Calcio Giovani Leporano, con un ragazzino dato al Ragusa, e altre realtà, che non nomino ma che esistono, che pur affrontando tutto ciò riescono ancora a raggiungere un certo tipo di risultati. Ma per quanto ancora ?

E’ vero la crisi avvolge anche lo sport, che essendo una faccenda secondaria (?), viene messa da parte, ma se giriamo la medaglia, vediamo che tanto secondaria non è.

Visto che si parla di ragazzi sempre più allo sbando, senza punti di riferimento, senza posti dove ritrovarsi, di obesità che avanza (a scapito anche della sanità nazionale), di ragazzi che ormai hanno perso quelle capacità motorie che erano proprie degli adolescenti.

Allora non sarebbe da considerare l’investimento in strutture dove queste cose potrebbero cambiare.

Si continuano a costruire case, ma soldi per acquistarle, o addirittura affittarle, non ce ne sono, e rimangono vuote, e magari vengono occupate con la conseguente perdita economica da parte dei costruttori.

Potrebbe essere un’idea, costruire impianti sportivi, magari incentivati dai Comuni, da dare in gestione a gente seria che potrebbe cercare di fare sport e magari anche altro, come luoghi di ritrovo e di scambi sociali e culturali.

No preferiamo spendere i nostri soldi, diversamente, pagando calciatori con stipendi che in questi periodi possono esser schiaffi in faccia alla gente, noi stessi, come tifosi, alle volte pretendiamo che le società facciano questi “investimenti” a perdere, secondo me. Senza pensare che i nostri giovani, stanno morendo, calcisticamente e sportivamente parlando.